Parlare di “Cultura” oggi è più difficile di ieri.
In questi tempi di crisi dove tutto è subordinato alla logica del mercato e dove il mercato spadroneggia e avvilisce, all’uomo resta l’unico vero rifugio che è quello della conoscenza.
La solitudine di molti è diventata con gli anni la solitudine collettiva di non avere più una coscienza.
Ci siamo persi nel mare dell’ineluttabile.
La libertà, quella che molte bocche sporcano e infangano svuotandola di significato, è fuggita allontanandosi per sempre.
Resta pur sempre un fiore che è quello della partecipazione…